Datemi un punto d'appoggio
Datemi un punto d’appoggio.
Professionalità, competenza, stile.
Complimenti, una squadra eccellente!
Un mastodonte addomesticato
Come si sposta la grande ruota?
Sono state fatte delle ipotesi.
La ditta specializzata per i traslochi degli uffici ha chiesto se si poteva sapere il peso, ha valutato che occorreva imbracarla, che ci sarebbero voluti troppi uomini e non poteva garantire la sicurezza.
Temeva di rompere il pavimento.
Il capo della squadra di manutenzione ha detto lo stesso, e che non poteva chiederlo ai suoi uomini.
L’ingegnere ha detto che non sapeva.
La proposta di un gigantesco tiro alla fune rivolto ai dirigenti e agli operai dei servizi tecnici non è stata autorizzata dal Direttore del settore educazione, per problemi di sicurezza.
Ci siamo rivolti a una ditta di trasporti eccezionali.
Che cosa ha fatto?
Nessuna imbracatura, nessuna squadra di tiro alla fune.
Studiano la struttura, ci girano intorno, cercano il punto d’appoggio per iniziare. Legge di Archimede. Datemi un punto d’appoggio e solleverò il mondo.
Trovano il punto dove fare forza con la prima leva, senza scardinare la struttura: un piccolo gradino nella struttura di base.
Due semplici attrezzi. Il martinetto e il carrello.
Due strumenti intermedi: il tubo di ferro di 2 cm e una barra di legno di 10.
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Prima leva: si posiziona il martinetto sotto il primo gradino, e con un leggero movimento a mano sul braccio del martinetto si alza tutta la struttura di due centimetri, si posizionano sotto due tubi metallici.
Così si può infilare il martinetto sotto la base. Azionando il martinetto si alza la distanza tra la struttura e il pavimento e si sostituiscono i tubi di metallo con la barra di legno. La barra di legno è della stessa altezza del carrellino con i 4 cuscinetti a sfera con i quali si sposterà la struttura.
Si fa la stessa cosa sui 4 angoli. La struttura è sollevata da terra.
Ora si tratta soltanto di aumentare la distanza tra la base e il terreno.
Si infila il carrellino e si toglie la barra di legno.
La struttura in pochi istanti è sollevata e sta su 4 carrellini.
A questo punto, gli uomini la muovono. Lentamente, a mano.
3 uomini, 4 carrellini.
A guardarli sembra che non ci sia nessuno sforzo.
L’inclinazione delle braccia, del braccio dei carrelli, delle gambe e nel corpo, fa tutto.
Il mastodonte si sposta leggero, docile al guinzaglio, alla guida dei tre uomini.
I movimenti non sono a rotazione, ma rettilinei, si avvicinano alla posizione andando avanti e indietro lungo una diagonale.
Raggiunta la posizione, è stata riposizionata sul pavimento ripetendo al contrario la sequenza iniziale: dal carrello alla barra di legno, al tubo, a terra, per i 4 angoli.
Non è stato possibile filmare questa mezz’ora di lavoro. Così non si può apprezzare l’armonia dei movimenti, il silenzio dell’operazione, la sincronia tra gli uomini della squadra.
Poi la squadra si è dedicata a registrare il meccanismo degli ingranaggi.
Nella stessa armonia di prima, si consultano a voce bassa, poi agiscono alle indicazioni del capo, con movimenti lenti e sguardi attenti si sincronizzano sul suo lavoro. Chirurghi.
Una chiave inglese gigante. Un trapano, un cacciavite. Operano, aprono e chiudono.
E.R., senza la concitazione necessaria a salvare un essere vivente.
Professionalità. Competenza. Sincronia.
Bellissimo lavoro, complimenti.




